Bocce Bocce: lo sport più antico del mondo

Venerdì 18 Gennaio 2008

Discipline Sportive Bocce

Bocce: lo sport più antico del mondo

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Le origini del gioco delle bocce si perdono nella notte dei tempi. Giocavano a bocce gli Assiri e i Babilonesi, i Greci e i Romani, Spartani e Ateniesi. Hanno giocato a bocce papi e cardinali, letterati e politici, capi di stato, operai, impiegati, professionisti, ammiragli e condottieri, uomini e donne.

E’ impossibile sintetizzare in una cartella una storia secolare ricchissima di episodi e di epiche imprese. Ricordiamo alcuni dei personaggi che le hanno amate, altri che le hanno combattute, quelli che le hanno studiate, raccontate, regolamentate e alcune amene curiosità. Calvino, noto teologo francese, amava giocare a bocce e lo faceva anche di domenica dimenticando di santificare le feste. John Aymer vescovo di Londra è stato scoperto a giocare a bocce di domenica pomeriggio mentre i fedeli lo attendevano per le funzioni religiose. Sono stati appassionati del gioco delle bocce Nicolò Paganini, Giuseppe Garibaldi, Beniamino Gigli, il cancelliere di ferro della Germania Adenauer, Charles de Gaulle, generale e presidente della repubblica francese. Alcide de Gasperi, grande politico italiano fu immortalato in una storica partita a bocce con la moglie. Più volte Pietro Nenni, segretario del partito socialista ha giocato a bocce a Ferrara con la figlia Giuliana. Le “boules” sono state talmente popolari al punto che Carlo IV, re di Francia, nel 1294, impensierito dal diffondersi del gioco delle bocce le proibì perché stornava il popolo da esercizi convenienti alla difesa del regno. Proibirono il gioco delle bocce Edoardo III (1312), Riccardo II (1367), Enrico VIII (1491). Il sinodo di Parigi nel 1696 ordinò niente bocce per chi indossava l’abito talare. Il commissario Lucchini fece affiggere a Portogruaro un’ordinanza per prevenire i disordini provenienti dall’abuso del gioco delle palle. Invece Giacomo I Stuart, re d’Inghilterra guardava con benevolenza questo gioco; Napoleone tra una campagna e l’altra si dilettava a giocare a bocce con i suoi ufficiali. Il lungo cammino delle bocce è costellato da amene, simpatiche curiosità la più celebre delle quali ha avuto come protagonista il corsaro Francis Drake. Ingaggiato dalla regina Elisabetta d’Inghilterra per attaccare gli insediamenti spagnoli in America, protetti dalla invincibile Armada, impegnato in una partita a bocce all’ultimo accosto contro l’ammiraglio Lord Howard, avvisato che la flotta spagnola si stava avvicinando minacciosa rispose: “prima finiamo la partita, per la flotta spagnola c’è tempo”. Si sa che il corsaro della regina grazie alla sua abilissima tattica distrusse 130 navi spagnole però non è dato sapere come finì la partita a bocce. Altra amenità: a Parigi lungo gli stupendi “boulevards”, viali interni alla città che avevano terreni piani e ben battuti, i parigini si sfidavano in accanite partite a bocce la cui posta finale era il bacio di una celebre entrainause.