Rubriche Un po' di storia... Bologna nel movimento damistico nazionale nell'anno di fondazione della FID

Mercoledì 20 Maggio 2009

Rubriche Un po' di storia...

Bologna nel movimento damistico nazionale nell'anno di fondazione della FID

Scritto da Floriano Roncarati

logoDAMAwebLa Federazione Italiana Dama da quando è diventata Disciplina Sportiva Associata del CONI ha indubbiamente assunto un diverso peso e ruolo nell’ambito sportivo e sociale del nostro paese; per capire le dinamiche che stanno alla base di ogni realtà bisogna andare alla radice in maniera da poter effettuare una programmazione che  non prescinda dalla storia. Fin da quando mi è stata affidata la responsabilità di Delegato FID per Bologna ho sentito l’esigenza di andare alla ricerca del passato damistico petroniano, per recuperare i “segni” che possono ancora  esister e sotto le Due Torri.

Un forte impulso in questo lavoro di ricognizione storica mi è venuto dal DVD della FID che riporta tutti i numeri di “Damasport”, il periodico ufficiale della Federazione Italiana Dama. In questo articolo si vuole ripercorrere quanto è emerso da una veloce “perlustrazione” dell’annata 1959 che costituisce l’anno ufficiale di nascita della FID. Rileggendo i passaggi essenziali del movimento damistico nazionale si può capire l’oggi e proiettarsi verso il futuro; la storia non è indifferente per ogni esperienza culturale, ricreativa, sociale e sportiva. Dalla rilettura di “Damasport” del 1959 si apprende che l’attività damistica, prima della nascita della FID, nell’alveo dell’ENAL era organizzata come “Delegazione Tecnica Nazionale per  la Dama”, con sede a Verona; l'ENAL ("Ente Nazionale Assistenza Lavoratori") è stato un ente pubblico dopolavoristico, nato nel 1945 in sostituzione dell'"Opera Nazionale Dopolavoro" (ODN), creata dal regime fascista. L’ente si proponeva di promuovere l'impiego delle ore libere dei lavoratori con diverse iniziative, tra cui in particolare mense, spacci di generi alimentari, soggiorni per lavoratori e colonie per i loro figli, facilitazioni commerciali, sanitarie, termali, cinematografiche, assicurazioni extra lavoro, buoni acquisto. Tra le iniziative culturali, si ebbe inoltre la promozione di feste folkloristiche, campionati sportivi, concorsi canori e musicali. Fin dall’origine la FID si è caratterizzata per considerare la dama un’attività con quattro dimensioni sostanziali:
- culturale: la dama per l’impegno mentale che richiede è a tutti gli effetti un’attività che promuove e diffonde la cultura
- ricreativa: la dama è un’attività ludica con la quale si trascorre piacevolmente il tempo ricreando lo spirito
- sociale: pur  essendo  un a  disciplina  individuale  è  anche  un  modo  qualificato  per  incontrare gli altri. Acquista lo spirito di corpo e di gruppo nella dama a squadre.
- sportiva: nella dama vi è  la competizione, la gara , la concentrazione che non può essere solo mentale.Come  scrive il  Presidente  della  FID  Renzo  Tondo  nella  presentazione  della  raccolta  dei  50  anni  di “Damasport”  “consentirà  di  capire  ch e,  dalle  sagre  paesane  o  di  partito  degli  anni  ’50   alla conduzione  delle  DSA  nel  CONI  e  alla  partecipazione  a  Pechino  2008  dei  nostri  atleti,  la  storia della  Federazione  è  un  continuum  di  cui  andare  orgogliosi.  Senza  rinnegare  mai  nulla  ma  anzi valorizzando  le  composite  anime  (popolare,  ludica,  formativa,  ipertecnica  ed  agonistica,  italiana  e internazionale) di un movimento che, prendendo a prestito il motto della mia regione, è un  autentico trionfo  della  “armonia  delle  diversità”.  Con  questo  resoconto  si  vuole  offrire  un  primo  contributo all’analisi del movimento damistico cresciuto sotto le Due Torri.Lo  scrittore  Andrea  Camilleri  in  una  intervista  comparsa  su  “La  stampa”  del  25  aprile  2009  ha affermato:  “L’Italia  è  un  paese  di  smemorati,  non  ha  mia  avuto  una  memoria.  Non  ha  il  senso  del suo  passato. L’autonomia della memoria,  per un  italiano, è sì  e no un  mese”. Ebbene per rispondere a  queste  “lacune”  del  nostro  popolo  verrebbe  da  dire  c’è  proprio  bisogno  di  incentivare  l’attività damistica il classico “sport  della mente”; così come oggi per vendere  i prodotti  tipici  si punta  anche alla valorizzazione  del  territorio  di origine, analoga azione  si deve fare per  la  “dama”.  Nella società attuale attraverso  la  televisione siamo all’esasperazione del “gesto  sportivo”; credo ch e invece vada proposta  una  “visione  damistica”  che  sa  tenere  insieme  l’aspetto  della  competizione  con  quello della “coltivazione della  mente”. Non la “dama per la dama”, ma la  “dama per  la persona”; dibattito  forse  difficile  da  affrontare  nel  “mare  aperto”  delle  attività  del  tempo  libero,  ma  è  uno  dei  fattori portanti per chi opera nell’ambito scolastico.

Il cammino federale
Il  cammino  della  Federazione  Italiana  Dama  è  iniziato  ufficialmente  nel  lontano  1958  con  la delibera  n.  586  firmata  dal  Commissario  nazionale  Enal  Dott.  Vincenzo  Firmi  con  la  quale  si ravvisava  l’opportunità “di dare incremento  all’attività  damistica nazionale,  mediante una  più  vasta diffusione  del  giuoco  e  una  più  organica  impostazione  di  iniziative”.  Conseguentemente  veniva sciolta  la  “Delegazione  Tecnica  Nazionale  per  la  Dama”,  con  sede  a  Verona,  si  procedeva  alla costituzione  della  F.I.D.  Federazione  Italiana  Dama,  con  sede  provvisoria  presso  l’Ufficio provinciale  Enal  di  Milano,  veniva  approvato  lo  Statuto  della  FID,  sul  testo  redatto  dalla Commissione di Studio convocata il 26 novembre  1958.
Gli “Scopi immediati della FID” indicati all’art. 3 erano:
a)  promuovere,   facilitare  e  incrementare  la  costituzione  di  Società  e  Circoli  amatori  e  cultori del gioco della Dama;b)  coordinare l’attività dei Circoli costituiti ed operanti nel settore;c)  stabilire norme che  realizzino la perfetta unità tecnica e disciplinare degli Organi Federali;d)  promuovere,  organizzare  e  dirigere  l’attività  federale  in  tutte  le  sue  manifestazioni: internazionali, nazionali, regionali, provinciali, locali, sociali;e)  studiare  ogni  forma  di  azione  atta  a  diffondere  e  a  sviluppare  la  pratica  del  giuoco  della Dama.All’art. 4 si stabiliva che gli organi della  Fed erazione Italiana Dama erano:a)  il Presidente;b)  il Consiglio Nazionale;c)  le Commissioni Tecniche Nazionali;d)  il Comitato Nazionale Arbitri.

La nuova dirigenza federale
Con  lo  stesso  provvedimento  dell’Enal  venivano  designati  come  Presidente  Beppino  Rizzi  di Vicenza  ed  in  qualità  di  Consiglieri  nazionali:  Alberto  Borghetti  di  Milano,  Giuseppe  Parise  di Vicenza, Elser Tajè, nato  a Crema, ma residente a Trontano, in provincia di Novara.

Note sul primo presidente federale Beppino Rizzi
Beppino  Rizzi  era  nato  a  Vicenza  il    giugno  1916  aveva  fondato  nella  città  del  Palladio  due Circoli  Damistici,  il  “CD  Vicentino”  ed  il  “CD  Pedavena”;  avev a  partecipato  attivamente  alla Commissione  di  studio  per  l’elaborazione  del  nuovo  Statuto  e  curava  la  rubrica  damistica  di “Gazzetta del Tempo Libero”. Ricoperse l’incarico di Presidente nazionale della Federazione Dama dalla fondazione fino al 1978. Il Presidente della FID  Beppino  Rizzi  nell’articolo di apertura  del  primo  numero  di “Damasport”,  il nuovo  periodico  federale,  nell’articolo  dal  significativo  titolo  “La  dama  sportiva”  ricordava  che l’attività damistica  era stata trasferita da poco tempo dal settore “Arte e cultura” d ell’Enal  nazionale al  “X Settore Sport e Giuochi”. Scriveva che la nuova qualifica era più  corrispondente all’essenza stessa del gioco della dama, in modo particolare “l’attività agonistica dà l’idea del combattimento sportivo; in conseguenza di ciò per il periodico federale veniva scelto il titolo di “Damasport”. Rizzi specificava ancora “Damasport”  per  far  comprendere  che  ”il  damismo  è  un  gioco  ben  vitale,  che avvince, sia che  lo  si giochi  in  gara individuale,  sia  in  gare a squadre” e perché  è  “un  antichissimo gioco le cui origini si perdono agli albori della nostra civiltà”.

I primi provvedimenti del Consiglio Nazionale FID
Nella  prima  riunione  del  Consiglio  nazionale  della  Federazione  Italiana  Dama  venivano  varate: la CTNA  -  Commissione  Tecnica  Nazionale  Agonistica,  la  CTNP  - Commissione  Tecnica  Nazionale Problemistica, il CNA - Comitato Nazionale Arbitri. La  “Commissione  Tecnica  Nazionale  Agonistica”  era  presieduta  dal  M.°  Alessandro  Maccagni,  di Milano,  ma  nato  a  Piacenza  dove  era  stato  Campione  provinciale  piacentino  dal  1946  al  1956   e Regionale  Emiliano  nel  1953  e  nel  ‘56.  Altri  membri  della  CTNA:    Angelo  Pilla  di  Venezia,  Piero  Piccioli  di  Livorno,    Valter  Signori  di  Vicenza  (rappresentante  del  Comitato  Nazionale Arbitri). La  “Commissione  Tecnica  Nazionale  Problemistica” era  guidata  da  Pino  Di  Pasqua  di Milano,  ma nato  a  Lucca,  fondatore  del  “Circolo  Damistico  Torinese”,  ma  residente  a  Milano;  altri  membri della  CTNP: Ranieri  Faraboschi di Livorno, Mario Vittorio  Gentili,  nato e residente  a  Roma, Loris Bertini nato e residente ad Empoli (quale rappresentante del Comitato Nazionale Arbitri). La “Commissione Nazionale Arbitri” era af fidata alla guida di Giovanni Bensa, nato ad  Imperia, ma residente  a  Milano;  Consiglieri  della  CNA  venivano  nominati:  Dr.  Piero  Palazzi  di  Vicenza, Virgilio  Padovan,  nato  a  Chioggia,  ma  residente  a  Livorno  (quale  rappresentante  della Commissione  Tecnica  Nazionale  Agonistica),    Angelo  Volpicelli,  nato  e  residente  a  Roma (quale rappresentante della Commissione Tecnica Nazionale Problemistica).
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